Capannori | piacevoli letture
Maria Cocuzza vi prenderà per mano con la sua delicata dolcezza e vi accompagnerà nel viaggio in una Sicilia di altri tempi
di Patrizia Tassone
Esordisco affermando che questo articolo non ha scopi pubblicitari. Mi sono da poco imbattuta in una gradevolissima lettura di centoundici pagine. Farò una breve premessa. Ho la fortuna di conoscere la nipote dell’autrice, la dottoressa Antonella Garofalo che lo scorso mese, mi ha fatto dono di una copia autografata del libro scritto da sua zia Maria Cocuzza (nel libro c’è un racconto molto divertente interamente dedicato al suo vero nome: Maria Giovanna Agrippina Cocuzza). Antonella mi ha raccontato di aver scovato anni fa questi scritti e di essere rimasta sbalordita dalla capacità di scrittura e dalla profonda sensibilità di sua zia Maria. Da questo provvidenziale ritrovamento è nato “U terrazzinu di Marittuzza”, a mio parere un vero e proprio gioiello.
Appena ho iniziato a scorrere le prime pagine ne sono stata totalmente travolta. Antonella aveva colto nel segno ritrovando gli scritti di sua zia: uno stile di scrittura semplice ma raffinato allo stesso tempo, la capacità di descrivere ambienti, persone od oggetti come se avesse stampato una fotografia indelebile e il dono di percepire emozioni e sensazioni dei vari protagonisti e trasmetterle in modo diretto e chiaro al lettore, sono alcune delle peculiarità di questo libro. Più voltavo le pagine e più mi sentivo partecipe della sua infanzia e della sua giovinezza. Il libro contiene racconti di persone umili come Cicciu Papà e sua moglie Marittuzza (protagonista di un altro racconto da cui il libro prende il titolo) ma ricche di amore e gioia, oppure come Cirriu che deriso da tutti (meglio dire quasi tutti) non è caduto nelle provocazioni mantenendo una dignità rara.
Vi è poi un aneddoto dove Maria descrive la sofferenza provata a undici anni quando, a causa di un professore d’italiano, le è stato impedito di proseguire gli studi perché reputata, a parere del docente, “non portata per lo studio”; la vita, tuttavia, la ripagherà di questo torto perché le storie e le poesie di Maria saranno molto apprezzate e le verranno conferiti diversi premi. Di più non posso rivelare se non che Maria Cocuzza vi prenderà per mano con la sua delicata dolcezza e vi accompagnerà nel viaggio in una Sicilia di altri tempi.
Ringrazio Antonella Garofalo per aver recuperato le opere di sua zia (e di avermi regalato una copia) e ringrazio Maria Cocuzza per averci trasmesso una così bella eredità con i suoi ricordi. Ci sono anime capaci di emozionare ma Maria sa fare di più: bussa educatamente alle porte del tuo cuore, ti abbraccia risvegliando in te valori e virtù che si erano assopiti e piano piano realizzi ciò che davvero ha rilevanza in questo gioco chiamato vita. “U terrazzinu di Marittuzza”, sguardi su ricordi d’infanzia di Maria Cocuzza, edito da Edizioni ETS, io l’ho adorato e sono certa che lo adorerete anche voi.
Sabato 7 febbraio 2026